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Se è vero che l’uomo è ciò che mangia, dopo gli eccessi alimentari natalizi, si ritrova inguaiato. Diceva il maestro Eduardo in “Natale in casa Cupiello”: adesso arrivano le feste, si “deve” mangiare. Per chi vive al sud ed in particolare a Napoli, Il cibo è tradizione, empatia, comunione, cultura, divenendo un vero e proprio valore morale e spirituale. Consideriamo che solo il cenone di capodanno supera abbondantemente le 2000 calorie. Un pasto che dura almeno 4 ore concluso con frutta secca di ogni genere e forma, pandoro, panettone, roccocò, bibite gassate e spumante di benvenuto. All’una di notte, nel bel mezzo della digestione, si tuffano nella cavità residua dello stomaco, lo zampone e le lenticchie. Il napoletano medio non secerne l’acido cloridrico come succo gastrico, ma quello fluoroantimonico.

Tuttavia non s’ingrassa tra natale e capodanno, ma da capodanno a natale. La Salute a tavola si ottiene sempre abbracciando un uno stile di vita sano ed equilibrato e non attraverso il sacrificio estremo del giorno di festa. La repressione genera sempre ribellione, odio, disprezzo verso se stessi e verso gli altri. Quando “si deve mangiare” ben venga, ma dopo la befana è tempo di prevenire malattie e mantenersi in forma con una bella dieta personalizzata. Basta ricordare che nove patologie su dieci sono causate o peggiorate da una scorretta alimentazione. Il criterio ancora una volta è la prevenzione.

Gennaio è il mese della dieta con la D maiuscola; anche se ci sentiamo gonfi, stanchi ed intossicati non lasciamoci sedurre da facili rimedi per perdere peso. Basta alle diete improvvisate, basta alla dieta della banana, della pasta a colazione, della mandorla e anche a quella chetogenica. L’obeso, pur di perdere chilogrammi, scambia la sua patologia in cambio di altre Una semplice Googlata ci permette di conoscere rischi e pericoli dei percorsi alimentari alternativi ed apparentemente “miracolosi”. Queste soluzioni possono essere peggiorative, sia per la bilancia che – più in generale – per la salute. Tutti i sistemi dimagranti che non prevedono alla base un cambiamento radicale delle abitudini alimentari del paziente, dalla lista della spesa al metodo di cottura, non fanno altro che rallentare il metabolismo basale e indebolire la mente. Il risultato? L’effetto fisarmonica o cycling weight, in pratica si riprende a mangiare come e più di prima. Così, i chili smaltiti nel corso della dieta vengono recuperati, e in più se ne aggiungono altri. Il “professionista” che prescrive queste diete, sicuramente non ha a cuore la salute del paziente, ma bensì il suo portafoglio.

Non esiste una dieta universale: occorre concentrarsi sull’alimentazione “personalizzata”, non orientata alle persone in generale ma ideata su misura per ogni singolo individuo. Parliamo anche di nutrigenetica. (Con dei semplici test è possibile rilevare alcune piccole variazioni genetiche -SNPs- che possono tradursi in “difetti di funzionamento” dell’organismo). In sostanza, ciò che mangiamo altera i nostri geni. Siamo nell’era post-genomica e c’è ancora chi segue i consigli alimentari del personal trainer che sudano tonno e petto di pollo!

Si deve perdere peso senza perdere il sorriso e soprattutto la salute; si deve pianificare un serio percorso nutrizionale (una serie di diete) che prendono in considerazioni le condizioni fisiopatologiche del paziente, le preferenze alimentari, l’attività fisica e forza di volontà. Nella dieta non vince chi perde più peso, ma chi adotta un healthy lifestyle.

L’approccio mediterraneo alla perdita del peso è sicuramente quello più salutare ed equilibrato. Frutta e verdura di stagione, minestre e legumi, cereali integrali evitando quelli raffinati, pesce preferibilmente azzurro ed un po’ di carne bianca. Mangiando a colori non sbagliamo mai, perché ad ogni pigmento è associato una particolare attività benefica. Diventiamo un arcobaleno!

Esempio di una giornata detox “mediterranea”:

Colazione: 1 frutto fresco tipo kiwi + cereali integrali tipo crusca o fette biscottate integrali con un bel caffè d’orzo o una tisana.

Metà mattina: frutta

Pranzo: Legumi tipo fagioli e scarole con 3 cucchiaini di olio evo

Metà pomeriggio: frutta fresca o secca.

Cena: Un passato di verdura, pesce azzurro con verdura di stagione con 3 cucchiaini di olio evo

Arco della giornata bere tanta acqua naturale ed una bella premuta di arancia e/o limone.

Il piano alimentare deve essere semplice, povero, immediato e soprattutto facile da cucinare. Ridurre al minimo il sale e gli alimenti salati. Associare belle passeggiate giornaliere di almeno 3000 passi (l’ideale sarebbe riuscire a camminare per almeno 45 minuti al giorno ad un’intensità moderata). Riposare almeno 7-8 ore per notte. Il resto è tutto in discesa. Buon viaggio verso il peso forma!

Gennaro Varriale

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