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Nel chiostro piccolo della chiesa di Santa Maria la Nova è custodita una sepoltura molto speciale: Quella del Conte Dracula!!!

Il complesso, fondato in epoca angioina, ha subito numerosi rifacimenti ed è oggi uno dei più begli esempi del barocco napoletano.

Il monastero è caratterizzato da due bellissimi chiostri; quello minore è completamente affrescato con episodi della vita di San Giacomo della Marca, a cui è dedicata una enorme cappella all’interno della chiesa.

Lungo le pareti del chiostro sono presenti anche monumenti sepolcrali del ‘400/’500 originariamente ospitati nella chiesa stessa.

La più grande delle tombe è dedicata a Matteo Ferrillo, fatta costruire da suo figlio Alfonso, duca di Acerenza (PZ), famiglia nobiliare napoletana molto vicina al sovrano Ferrante d’Aragona.

Ma cosa c’entra il Conte Dracula con la famiglia Ferrillo?

Vlad III l’Impalatore, principe di Valacchia, diventato famoso come Conte Dracula grazie al romanzo di Bram Stoker, fu sconfitto e ucciso dagli ottomani e sua figlia Maria, per volere del padre, fu tratta in salvo dal sovrano di Albania e poi nascosta e cresciuta a Napoli presso la corte aragonese.

La ragazza fu data in sposa ad un rampollo dell’alta società napoletana, Alfonso Ferrillo, e con lui si trasferì ad Acerenza.

Proprio nella cripta della Cattedrale di questa cittadina i coniugi si fecero costruire una sepoltura che presenta alcune somiglianze con la tomba nel chiostro di Santa Maria la Nova.

Si vocifera infatti che all’interno di questa sepoltura ci sia il copro del conte Vlad, portato dalla figlia proprio qui a Napoli per proteggerlo da eventuali profanazioni.

Ma perché questa teoria?

Al centro della tomba napoletana campeggia la rappresentazione di un elmo sormontato da un enorme drago.

Vlad III faceva parte, insieme con il re Ferrante d’Aragona, dell’Ordine del Dragone, che si proponeva, tra le altre cose, di prestare mutua assistenza a tutti i membri dell’ordine cavalleresco.

Questo stemma si può ammirare anche sulla facciata della Cattedrale di Acerenza…

Queste ed altre mille curiosità… Le vostre Cantastorie per un giorno

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