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Ero il primo. Mascherina e guanti, ero il primo ad aspettare che aprisse il supermercato vicino casa. Era una bellissima giornata di sole e mi sentivo carico di energia.

Sono sempre stato mattiniero. Per questo apro sempre lo studio alle 07:00. Si dice che “le prime ore di luce ispirano l’anima a rinascere in un raggio di bellezza”. Quella mattina era diversa. Lo scenario per le vie del paese era surreale con l’entrata in vigore dell’ultimo DPCM datato 22 marzo.

Avevo una sensazione stranissima. Mi sentivo come un ibrido tra un chirurgo e un bandito, alla sua prima operazione, al suo primo assalto al portavalori. Proteggevo gelosamente il primato con sguardi e gesti e nel frattempo eravamo già in dieci in fila anti Coronavirus – non indiana, ma alla napoletana, a ventaglio. Si entra e ci accalchiamo in tre. Io, un vecchietto con la mascherina sopra gli occhi ancora incredulo del secondo posto e una signora gonfiata in un cappotto strettissimo.

Eseguo il mio classico giro, gli scaffali sono vuoti, la disposizione della merce è irrazionale e le bustine della frutta e verdura che non si separano l’una dall’altra, mai. Corro alla cassa e noto la fierezza della donnona che mi precede, con un carrello straripante di bibite gassate, patatine, snack salatissimi, farina, lieviti, brioscine, merendine e salami. Penso, ma non lo dico: “signora deve stare in isolamento o deve organizzare la pasquetta?”.

Siamo davvero sicuri che la quarantena forzata sia il periodo migliore per le abbuffate incontrollate di cibo? Ci stiamo tutti preparando al casting per la “diciannovesima” edizione di MasterChef?

Una dieta ricca di zuccheri, grassi saturi, additivi, tossine, causa malattie cardiovascolari, sovrappeso/obesità, dislipidemia, ipertensione, diabete di tipo 2, osteoporosi e carie dentali. Possiamo recarci al pronto soccorso per una crisi ipertensiva? Si, ma di questi tempi meglio evitare. “Il cibo che mangiamo può essere o la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno”. Ann Wigmore lo scrisse nel 1983 anticipando il concetto di nutraceutico, un alimento che fornisce benefici per la salute, compresa la prevenzione e / o il trattamento di una malattia”.

In pratica, se il Covid19 ci tiene chiusi in casa, cambia anche il nostro fabbisogno energetico. Si Mangia di più e si brucia di meno. Bisogna invertire questa tendenza. Il sistema immunitario è complesso e altamente reattivo al mondo che ci circonda, quindi non sorprende che molti fattori influenzino la sua funzione. Ciò che è importante sapere è che la maggior parte di questi fattori non sono codificati nei nostri geni ma sono influenzati dallo stile di vita e dal mondo che ci circonda. Fondamentalmente, se il tuo corpo è un castello, il tuo sistema immunitario è il muro che lo protegge.

Gli anziani e le persone che presentano patologie croniche non devono mangiare di più, ma piuttosto meglio. Detto questo, non possiamo rafforzare le difese del “castello” dall’oggi al domani, ma possiamo iniziare da una spesa consapevole e prediligere metodi di cottura che non alterano le vitamine e sali minerali come quello a vapore o attraverso dispositivi idonei come l’I-Chef.

Il primo passo per avere un sistema immunitario forte è mantenere in equilibrio l’intestino (condizione di eubiosi). Il microbiota umano (informalmente detta flora intestinale) viene chiamato organo invisibile immunocompetente per la sua straordinaria capacità di partecipare alla profilassi dalle infezioni batteriche e virali come il Sars-Cov-2.

Un intestino sano dipende dal tipo di cibo che mangiamo, quindi assicuriamoci di consumare cibi probiotici come lo yogurt, il kefir, i i cavoli acidi, il tempeh e cibi prebiotici come cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi. Al contrario una dieta ricca di proteine animale e prodotti raffinati come farina bianca, zucchero, merendine, salumi, pizza, casatielli, dolci etc., genera una forte disbiosi intestinale causando danni infiammatori sistemici e favorendo l’ingresso di patogeni.

Esiste quindi una relazione bidirezionale tra nutrizione, microbiota e immunità: i cambiamenti in un componente, influenza gli altri. Scegliere alimenti che supportano un microbioma intestinale sano è molto più importante della scorta di carta igienica o di amuchina.

Molti micronutrienti sono essenziali per l’immunocompetenza, in particolare le vitamine A, C, D, E, B2, B6 e B12, acido folico, ferro, selenio e zinco. Le carenze di questi elementi rappresentano un problema di salute pubblica globale, riconosciuto.

Diversi studi hanno dimostrato che assunzioni dietetiche di vitamina C (cioè, 100-200 mg / die) siano in grado di prevenire e curare le infezioni respiratorie e sistemiche. A parità di ingestione, sicuramente i limoni (agrumi in genere, arance, mandarini, pompelmi) contengono forti antiossidanti come i flavonoidi e sono tra i più ricchi di Vitamina C.

Tra gli alimenti che contengono acido ascorbico, ricordiamo l’introvabile acerola, i kiwi, l’ananas, le fragole, ed alcune verdure di stagione come lattuga, spinaci, i nostrani friarielli e le famosissime crucifere (cavolo, verza, broccoli e rucola). Come spezie l’erba cipollina, il coriandolo, prezzemolo e il peperoncino.

Sua maestà Mister Evo, (olio extravergine di oliva) è una fonte naturale di vitamina E, un potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento. Per questa sua proprietà è considerata la vitamina della bellezza. Il fabbisogno giornaliero di vitamina E si aggira attorno agli 8-10 mg ed è presente in apprezzabili quantità anche in nocciole, noci, arachidi, pinoli, nell’avocado e nel kiwi.

Il modo migliore per evitare carenze di vitamina D è esporsi regolarmente alla luce del sole. Basterebbe circa un’ora di fotosintesi fuori al balcone di casa, (nelle ore centrali della giornata con il 25% del corpo esposto). Del resto, è davvero arrivata l’ora più buia, per il sostanziale lockdown dell’Italia fino al tre aprile. Le maggiori fonti alimentari di vitamina D provengono dal pesce e dagli oli in esso contenuti, dalle uova, ma anche dai latti vegetali.

La vitamina A è anche chiamata vitamina “anti-infettiva” e potrebbe divenire un’opzione promettente per il trattamento di questo nuovo coronavirus ed in genere per la prevenzione di infezioni polmonari.

I carotenoidi (collegati alla Vitamina A) sono i colori naturali che vediamo negli alimenti vegetali come il rosso dei pomodori, il giallo della zucca, l’arancio delle carote; essi sono in grado di rivestire un ruolo importante nei processi infiammatori inibendo le lipoossigenasi. Il retinolo è maggiormente presente negli alimenti di origine animale, soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato di bovino, ma anche nelle nell’ovomaltina e nelle albicocche disidratate.

Per assicurarsi un apporto sufficiente di tutte le vitamine del gruppo B è consigliato seguire una dieta mediterranea che includa sia alimenti di origine vegetale (in particolare amaranto, farro, grano saraceno, segale)  sia alimenti di origine animale (pesce azzurro, carni bovine e suine).

La carenza di vitamine del gruppo B può indebolire la risposta immunitaria dell’ospite, pertanto anche le vitamine del gruppo B potrebbero essere scelte per rafforzare le difese immunitarie.

Spesso dimenticati, i funghi, sono “magici” per rafforzare le difese naturali dell’organismo, del resto una moderna branca della fitoterapia è costituita proprio dalla Micoterapia. I funghi non solo sono perfetti alleati per una dieta dimagrante, ma contengono anche potenti antiossidanti come glutatione e selenio che aiutano a ridurre lo stress ossidativo nel corpo, che a sua volta ha un impatto positivo sul sistema immunitario.

In Pandemia, dobbiamo diventare la “versione migliore di noi stessi” e per realizzarlo dobbiamo mangiare colorato. Cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura di colore diverso perché variandoli si potranno coprire tutti i fabbisogni dell’organismo. L’aglio e la cipolla sono oro bianco per la salute.

Entrambi hanno un componente antivirale e antibatterica che ci protegge dalle infezioni. L’allicina è un ottimo antibiotico naturale, che non attacca la flora batterica endogena, ma la ripristina.  Non sarà la star di un film romantico, ma mezzo spicchio d’aglio al giorno toglie il virus di torno.

Un altro superfood che possiamo assaporare durante la “clausura” è il grano saraceno. Oltre ad essere privo di glutine ha una composizione unica di aminoacidi che gli conferisce straordinarie attività biologiche. Questo pseudocereale è anche ricco di trans resveratrolo, un polifenolo naturale, ad effetto antivirale e antiage. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi sull’uomo per migliorare la sua biodisponibilità al fine di rendere questa sostanza una strategia terapeutica.

Gli ultimi alimenti che si tuffano nel carrello della spesa pro-immune sono i semi di sesamo, lino e zucca. Sono degli ottimi integratori naturali (10 gr al giorno) rispettivamente ricchi di zinco, omega 3 e magnesio.

Quindi non disperiamo se nei supermercati della Campania non si trova più il lievito di birra. I benefici per la salute di un acquisto intelligente, a medio e lungo termine, sono generalmente invisibili per il consumatore medio. Siamo tutti vittime del marketing del cibo spazzatura. Le multinazionali del junk food non solo distruggono il territorio, ma hanno il potere di riportare “indicato per bambini”, alimenti imbottiti di grassi e zuccheri raffinati.

Non dobbiamo essere contagiati dalle fake news. Su i maggiori social network assistiamo ad una serie di consigli sulla salute, che vanno da inutili, ma relativamente innocui a decisamente pericolosi. Non esiste un alimento o un integratore miracoloso che cura o previene il contagio da coronavirus.

Non esistono ricerche scientifiche a sostegno dell’affermazione secondo cui l’assunzione di dosi elevate di vitamina C potrebbe aiutare a curare il coronavirus e comunque nessun supplemento potrà mai compensare uno squilibrio nutrizionale di fondo. Esistono sostanze che forniscono protezione contro le malattie e cibi peggiorativi con bassissimo valore nutrizionale.

Non solo alimenti. Dormire poco ed essere stressati ci rende più vulnerabili a infezioni, virus e malattie perché un eccesso di cortisolo può sopprimere l’efficacia del nostro sistema immunitario. Al contrario ascoltare musica, ballare, sorridere, fare movimento e l’amore producono dopamina, ossitocina, endorfina e testosterone che sono gli ormoni del benessere.

Non sappiamo ancora quanto sarà diffusa e mortale la malattia nei prossimi mesi o quanto durerà la pandemia, ma dobbiamo restare lucidi, sani e ottimisti. Ciò che sicuramente abbiamo è una pandemia di paura. Il panico genera altro panico ed è solo controproducente per noi stessi e per le persone che ci circondano. Come sosteneva Oliver Wolf Sacks: “gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia”.

Facciamo la nostra parte per impedire la diffusione del virus restando a casa, ma non pigri e depressi ad abboffarci di schifezze. In tempi di quaresima e quarantena abbiamo stretto un patto con il diavolo; mi salvo dal coronavirus, ma mi vendo l’anima ai carboidrati. Forza che questo brutto periodo sicuramente passerà. “Andrà tutto bene alla fine, e se non andrà bene non sarà la fine “. John Lennon aveva capito tutto.

Dr. Gennaro Varriale

https://www.facebook.com/studioprivatoaxia/

www.dietclub.it

 

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