Il Vangelo di Luca 5:17-25; racconta questa storia, ogni volta che la leggo mi da sempre nuovi stimoli, quel che avverto e mi rallegra e la fede operante per mezzo dell’amore.
…Quel giorno vi erano molti religiosi venuti dalle regioni vicini per ascoltare Gesù, c’era tanta folla, all’improvviso si videro degli uomini che su una barella portavano un paralitico, Gesù visto che avevano fatto un buco sul tetto e calato giù il paralitico, prima ancora che qualcuno dicesse qualcosa affermò:"O uomo i tuoi peccati ti sono perdonati"
I religiosi presenti incominciavano a gridare scandalo e accusare Gesù di bestemmia. La loro corta visione, escludeva Gesù dal potere di perdonare i peccati. E mentre l’aria si riscaldava e la tenzione aumentava, Gesù chiese, che cosa è più facile dire:"I tuoi peccati ti sono perdonati" oppure dire:"Alzati e cammina?" Gesù non aspettò le risposte, subito intimò al paralitico: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua". Il paralitico glorificando Dio, con i suoi piedi ritornò a casa. Tutti furono presi da stupore e dicevano:"Oggi abbiamo visto cose meravigliose" Quando si da spazio alle parole del Maestro, si ha sempre un ritorno di meraviglia. Tutto finisce bene, la fede trova le sue risposte, nel guarito prima e in quella dei suoi amici poi che videro premiato i loro sforzi. Il loro desiderio non arretrò davanti agli ostacoli, anzi li rese creativi per raggiungere Gesù. Questa storia ci aiuti ad essere creativi, dandoci sempre motivazioni per esprimere la nostra fede, sempre!
Stamattina diamo inizio alla giornata con una invocazione di fiducia e di speranza con le parole di Davide:" Quand’anche mio padre e mia madre m’abbandonino, il Signore m’accogliera
(Salmo 27:10)
Poi continueremo con la pregnante affermazione del Maestro, il quale ci presenta l’impegno da realizzare come discepoli nel corso della nostra vita. Il discepolo che presenta Gesù è dinamico, non si ferma davanti agli ostacoli, che continua il suo impegno con costanza quotidiana, per partecipare al cambiamento indicato dal Vangelo. Egli non torna indietro e non adotta scuse, così da diventare:"luce di questo mondo di tenebre"
"Nessuno che abbia messo mano all’aratro e poi volge lo sguardo indietro, è adatto per il Regno di Dio: disse Gesù"
(Luca 9:62)
Essere adatti per il regno dei cieli, significa essere funzionali alle dinamiche tipiche del suo insegnamento. Adatti non significa essere perfetti, perchè non lo saremo mai.
Guardiamo i suoi più stretti collaboratori, erano semplici e con loro Gesù cambiò il mondo. Paolo che iniziò la sua carriera come oppositore del Maestro, quando incontro Gesù sulla via di Damasco, divenne suo discepolo e non tornò mai più indietro…
Egli descrisse gli ostacoli e i patimenti che incontrò, scrivendo ai fratelli di Corinto disse:" Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati…"
(2Corinzi 4:8-9)
Indomito e sorretto dalla grazia divina sopportò ingiure e martirio, senza mai guardare indietro.
Lavorare per il Regno di Dio, è la chiamata che ancora oggi viene a noi rivolta. Tanti chiedono una "chiesa altra", un mondo più giusto e che la volontà di Dio sia fatta? Se lo desideri… metti mano all’aratro!
Il Parco Sommerso di Gaiola è un’area marina protetta che si trova a Napoli. È un luogo di grande bellezza e biodiversità, con una ricca fauna e flora marina. Il parco è un’importante destinazione turistica e un luogo di ricerca scientifica.
Il progetto di riconfigurazione della rete fognaria
Il progetto di riconfigurazione della rete fognaria a Bagnoli prevede la costruzione di un nuovo collettore fognario e di un secondo emissario fognario. Il progetto è necessario per migliorare il sistema di depurazione delle acque reflue a Bagnoli.
Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri, vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna (Salmo 139:23-24)
Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano (Matteo 7:14)
Quelli che vogliono fare la volontà di Dio, non hanno problemi ad aprirsi e mostrarsi come sono e senza alcun timore si presentano a lui. Hanno imparato a conoscerlo e si lasciano da lui esaminare, non hanno timore di mettere la propria anima allo scoperto e di essere scrutati fino in fondo, non desiderano che qualcosa ostacoli il loro cammino con lui. Gli chiedono che veda, scruti, se v’è qualche iniquità li perdoni, il desiderio di camminare in libertà, di continuare sotto la sua guida per la via eterna è la sola risposta. E Gesù, sottolinea che: anche se la via che porta alla vita è difficile, la costanza e l’impegno risulteranno sempre vincenti. In questa via non ci si può perdere, perché anche nelle difficoltà, fa sentire la sua presenza e l’incoraggiamento. Il Battista Giovanni nel ricordarci le promesse del profeta Isaia disse:<<…le strade tortuose saranno raddirizzate, quelle scabrose saranno affinate. Allora ogni persona vedrà la salvezza di Dio>> In questa prospettiva di fede e di speranza, continuamo sulla sua via da lui segnata, senza perderci d’animo.
Il Vangelo di Luca, racconta che Gesù avvisò i discepoli che seguirlo non sarebbe stata una passeggiata. Come leggeremo nei versetti, quello che Luca anticipa lo ritroveremo poi nei fatti raccontati nel libro degli Atti degli Apostoli.
Quando poi vi condurranno davanti alle Sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di cosa risponderete a vostra difesa, o di quello che dovrete dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire (Luca 12:11-12)
È grazie alla loro tenacia e alla guida dello Spirito, che abbiamo tutto quello che è raccontato nel Nuovo Testamento. Con la loro costanza, e in mille difficoltà il Vangelo raggiunse quasi ogni terra allora conosciuta. Derisi e perseguitati non si fermarono nemmeno di fronte alla morte, e alle accuse a loro rivolte,( vedi Nerone, la persecuzione sotto Domiziano etc.) Spesso mi domando guardando la chiesa di oggi, e specialmente i nuovi capi di governo insediatisi come nuovi mandati da Dio, che ostentano simboli presi a prestito, retaggio di una religione spenta che non rappresenta Cristo, e così impongono ogni nefandezza in nome di Cristo. Ma questo è un altro Vangelo, non è quello di Cristo. Attenzione alle imitazione, il Vangelo quello di Cristo reca: pace, perdono e giustizia e si nota visibile l’esercizio dell’amore. Se non ci sono queste cose, diffidate. Il Signore ci aiuti, ci guidi a far sì che la luce del suo Vangelo risplenda nelle nostre vite per accendere quei lucignoli fumanti, affinché non si spengano del tutto.
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati (Matteo5:6)
Sarebbe bello se la pace e la giustizia fossero all’apice dei pensieri e delle attese umane, ma ahimè! invece è l’ingiustizia che dilaga e attanaglia sempre di più singoli e popoli e sempre a discapito dei senza forza e di chi non ha mezzi per opporre resistenza. Mentre i ricchi si accordano e impongono la loro volontà la giustizia diviene sempre più irraggiungibile. Spero che le parole di Gesù trovino quei cuori affamati e assetati di equità. Il premio Nobel e Pastore Battista, Martin Luther King disse: <<L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia per la giustizia ovunque. Siamo coinvolti in un’ineluttabile rete di reciprocità, legati in una veste di destino. Ciò che colpisce uno direttamente, colpisce tutti indirettamente.>> Per questo grido: Signore mandaci, uomini e donne giusti che abbiano forza e capacità di combattere ogni forma di ingiustizia e che promuovino ciò che il Vangelo annuncia. Ora è sempre.
Stamattina nel confrontarmi con la Parola, rimango colpito da queste parole di Giovanni :<Se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa> (1Giovanni 3:20)
Cerco di contestualizzarlo: Giovanni si rivolgeva a quei discepoli che vivevano nel timore di non amare gli altri come avrebbe dovuto per cui si sentivano in colpa. Le battaglie con la nostra coscienza si fanno sentire e sono sempre presenti, mettendo di continuo il dito nella piaga e farla tacere è un vero problema , ma Il Signore ci conosce a fondo e sa bene che non siamo perfetti, ma soggetti continuamente a fare errori. Sono questi i momenti in cui ricordare che Dio è più grande delle accuse che noi stessi ci imputiamo e non vuole che ci blocchiamo, facendoci sapere che non c’è condanna per i credenti=discepoli come afferma la Scrittura. Del resto Giovanni ricorda che:<<Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, ma se li confessiamo Egli è fedele e giusto da perdonarci (1Gv1:9-10) Dio ci dà come sempre la via d’uscita. Ci ricorda che è più grande e che resta sempre fedele senza rinunciare alla sua giustizia operante nelle nostre vite, nè alla sua gioia nel vederci continuamente crescere. Ricordiamo che Lui sa che gli apparteniamo e che vogliamo essergli fedeli.
Silvana ci aiuta a capire che ancora molto c’è da fare per portare alla luce i fatti storici che hanno segnato il nostro passato.
Ah, il Sud! Terra di sole, di mare, di pizza… e di clichè! Sì, perché se chiedete a qualcuno cosa gli viene in mente pensando al Mezzogiorno, vi risponderà con un mix di stereotipi che farebbero impallidire anche il più fantasioso degli sceneggiatori di cinepanettoni. Ma come siamo finiti in questa situazione? E soprattutto, come possiamo ribaltare questa narrazione?
Il Sud, un tempo all’avanguardia
Partiamo dal principio. Nell’800, il Sud era tutt’altro che arretrato. Anzi, era un vero e proprio gioiello del Mediterraneo. Il Regno delle Due Sicilie, per esempio, vantava un’economia florida, un’industria all’avanguardia e una cultura vivace. Napoli era una delle città più grandi e moderne d’Europa, con teatri, università e un fermento intellettuale che attirava artisti e pensatori da tutto il continente.
Eppure, oggi il Sud viene spesso dipinto come una terra di pastori e briganti, di arretratezza e fatalismo. Come è potuto accadere?
La risposta è complessa, ma possiamo riassumerla in pochi punti chiave:
L’Unità d’Italia: Il processo di unificazione, pur avendo portato indubbi benefici, ha anche comportato una forte centralizzazione del potere e delle risorse a Nord. Il Sud, da protagonista, si è ritrovato a fare la parte del comprimario, se non addirittura del figurante.
La questione meridionale: Già all’indomani dell’Unità, si è iniziato a parlare di “questione meridionale”, ovvero del divario economico e sociale tra Nord e Sud. Questa narrazione, pur avendo un fondo di verità, ha spesso enfatizzato gli aspetti negativi, alimentando stereotipi e pregiudizi.
I media: Il cinema, la televisione e la letteratura hanno spesso contribuito a diffondere un’immagine distorta del Sud, fatta di folklore pittoresco, ma anche di arretratezza e criminalità.
Come ribaltare la narrazione
Ma non disperiamo, amici meridionali! Possiamo ancora capovolgere questa narrazione e mostrare al mondo il vero volto del Sud. Ecco qualche idea:
Raccontiamo le nostre storie: Valorizziamo la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni. Mostriamo al mondo le eccellenze del Sud, i nostri artisti, i nostri imprenditori, i nostri scienziati.
Sosteniamo l’economia locale: Compriamo prodotti locali, sosteniamo le imprese del territorio, investiamo nel turismo sostenibile.
Sfruttiamo i social media: Utilizziamo i social media per raccontare il Sud in modo autentico e coinvolgente. Condividiamo foto, video, storie di successo.
Facciamo rete: Creiamo reti di collaborazione tra le diverse realtà del Sud, per valorizzare le nostre risorse e promuovere lo sviluppo del territorio.
Riscopriamo l’orgoglio meridionale: Non vergogniamoci delle nostre origini, anzi, andiamo fieri della nostra identità. Il Sud è una terra ricca di storia, di cultura e di umanità.
Un pizzico di umorismo
E poi, diciamocelo, un po’ di autoironia non guasta mai! Prendiamoci in giro bonariamente, smontiamo i clichè con una risata, ma senza mai dimenticare il nostro valore.
Perché il Sud, amici miei, è molto più di quello che si vede in televisione. È una terra di talenti, di passioni, di umanità. E il mondo, prima o poi, se ne accorgerà.
Davide esclamava:<<oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme!>> (Salmo 139:17)
Perché i pensieri di Dio sono così importanti? Gesù dava importanza anche ai punti e ai trattini che formano la scrittura ebraica, perché ogni cosa scritta sarà compiuta diceva.Il profeta Geremia, nel parlare al popolo ribelle, riporta loro la risposta di Dio :<<Io so i pensieri che medito per voi: pensieri di pace, e non di male, per darvi un avvenire e una speranza>> (Geremia 29:11) Tutti pensieri positivi e rivolti al loro benessere e che il popolo rifiutò. Davide, li trovava preziosi e così li cantava, trovavando in essi la gioia, la sicurezza e un aiuto sempre pronto nelle difficoltà. Imparava realizzando che: prima ancora che formulasse un pensiero, Dio già lo conosceva. Come per Davide anche per noi, Dio ha la stessa cura e si preoccupa della nostra crescita spirituale per cui siamo esortati e incoraggiati a conoscere i suoi pensieri. Descrivendo la sapienza divina Paolo ricorda ai Corinti Isaia il quale scrisse che:<<…le cose che occhio non ha veduto, e orecchie che non hanno udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per coloro che l’amano. (1Corinzi 2:9) La Parola è fonte diretta per conoscere Dio e il suo amore, la lettura la meditazione e la messa in pratica aprono gli orizzonti divini. Purtoppo è quello che manca oggi.
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