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“Mi chiamo Jorit Agoch e con i miei volti voglio cambiare la periferia di Napoli

Iniziamo a scoprire questo grande artista molto legato a Napoli.


Jorit: L’uomo che sussurrava ai muri (e ai politici)
C’era una volta, in una Napoli grigia come un lunedì mattina, un ragazzo di nome Jorit, armato di bombolette spray e un’idea fissa: trasformare i muri in tele per i suoi ritratti giganti. Nato con un talento smisurato e una voglia di fare che farebbe impallidire un vulcano in eruzione, Jorit ha iniziato a dipingere volti che sembrano usciti da un libro di fiabe… o forse da un telegiornale.
Da writer a street artist: la metamorfosi di un talento
All’inizio, Jorit era un semplice “writer”, uno di quelli che lasciavano la loro firma sui muri come un cane che marca il territorio. Ma ben presto, ha capito che il mondo aveva bisogno di qualcosa di più: volti che raccontassero storie, che parlassero di ingiustizie, di eroi dimenticati, di gente comune con sogni grandi come i suoi murales.
I giganti di Jorit: un esercito di volti che parlano al cuore
E così, Jorit ha iniziato a dipingere giganti: Maradona, Che Guevara, Pasolini, Artemisia Gentileschi… una galleria di personaggi che sembrano usciti da un film epico. I suoi ritratti sono così realistici che ti aspetti che da un momento all’altro ti chiedano l’ora o ti offrano un caffè.
Jorit e la politica: un amore-odio complicato
Jorit non ha peli sulla lingua e non si fa problemi a dire quello che pensa, anche se questo significa mettersi contro politici e potenti. Le sue opere sono spesso un grido di denuncia contro le ingiustizie, contro chi sfrutta i più deboli, contro chi non ha rispetto per la cultura e per l’arte.
Jorit: un artista controcorrente, ma con il cuore grande
Nonostante il suo aspetto da duro e il suo carattere ribelle, Jorit ha un cuore grande così. I suoi murales sono un regalo per la sua città, per la gente che ci vive, per chi ha bisogno di credere che un mondo migliore è possibile.
E allora, cosa possiamo imparare da Jorit?
Che l’arte può essere un megafono per chi non ha voce, che i muri possono diventare libri aperti, che un ragazzo con una bomboletta spray può cambiare il mondo, un muro alla volta.

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Arte

Sottencoppa – il carnevale di Napoli

Il Carnevale di Napoli: Una Festa di Storia e Tradizione

Il Carnevale di Napoli è una delle feste più antiche e amate d’Italia, con radici che risalgono al XIII secolo. Questa celebrazione è un intreccio di sacro e profano, influenzata dalle antiche feste pagane romane come i Saturnali e successivamente trasformata con l’avvento del Cristianesimo. Il Carnevale napoletano è un evento che coinvolge l’intera città, con carri allegorici, artisti di strada, e una ricca tradizione culinaria.

Origini e Storia

Le origini del Carnevale sono complesse e risalgono a epoche remote. Alcuni storici lo collegano ai Baccanali e Saturnali romani, feste in onore di Bacco e Saturno, caratterizzate da banchetti e sovvertimento dell’ordine sociale12. Con l’avvento del Cristianesimo, queste feste furono assimilate e trasformate in un periodo di allegria che precede la Quaresima, da cui il nome “Carnevale”, derivato dal latino “Carnem Levare”, ovvero privarsi della carne1.

La più antica testimonianza del Carnevale napoletano risale al 1385, quando si svolse una giostra per celebrare l’incoronazione di Carlo III d’Angiò7. Nel corso dei secoli, il Carnevale è stato influenzato da vari eventi storici, come il Viceregno spagnolo e il dominio dei Borbone, che hanno contribuito a renderlo un evento di grande richiamo35.

Tradizioni e Eventi

Il Carnevale di Napoli è famoso per le sue tradizioni secolari, che includono:

  • Cippo di Sant’Antuono: Il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, si accende un grande falò per bruciare simbolicamente le cose vecchie e negative dell’anno passato2.
  • Carri Allegorici: I carri, vere e proprie opere d’arte in movimento, rappresentano scene satiriche o temi di attualità2.
  • Artisti di Strada: Musicisti, giocolieri e mimi animano le strade e le piazze, creando un’atmosfera magica2.
  • Cuccagne: Strutture di legno ricoperte di cibo, che venivano saccheggiate dalla popolazione durante le feste organizzate da Re Carlo di Borbone35.

Il Carnevale Oggi

Nel 2025, il Carnevale di Napoli continua a essere un evento di grande richiamo, con eventi che si concentrano tra il 27 febbraio e il 4 marzo. Tra gli eventi imperdibili c’è il “Sottencoppa – Carnevale sonico napoletano”, che si svolge in Piazza Mercato, con parate itineranti e laboratori per bambini4.

Cucina e Tradizioni Gastronomiche

Il Carnevale a Napoli è anche sinonimo di tradizioni culinarie. Tra i piatti tipici ci sono chiacchiere e sanguinaccio, che si possono trovare in ogni bar e pasticceria della città45. Queste specialità gastronomiche sono parte integrante della festa e contribuiscono a creare un’atmosfera di gioia e allegria.

In sintesi, il Carnevale di Napoli è un evento unico che combina storia, cultura e divertimento, rendendolo una delle feste più amate e seguite in Italia.

Citations:

  1. https://grandenapoli.it/il-carnevale-a-napoli-dai-borbone-a-oggi-storia-e-curiosita-di-una-delle-feste-piu-amate/
  2. https://www.eroicafenice.com/napoli/come-si-festeggia-il-carnevale-a-napoli/
  3. https://ecampania.it/event/storia-del-carnevale-napoletano-tra-maschere-e-tradizione/
  4. https://tg24.sky.it/cronaca/2025/02/20/carnevale-napoli-cosa-fare
  5. https://www.vistanet.it/napoli/2023/02/08/la-storia-del-carnevale-napoletano-quando-un-tempo-cera-la-cuccagna/
  6. https://www.ambasciator.it/carnevale-napoli-tradizione-e-novita-2025/
  7. https://musageteartpress.wordpress.com/2019/03/03/il-carnevale-napoletano/
  8. https://corrieredinapoli.com/2021/02/16/le-tradizioni-di-carnevale-a-napoli/

Tu come lo festeggi?

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Arte

Il Museo di San Martino

Eccoci, benvenuti all’articolo più sarcastico e metaforico che leggerete oggi sul Museo di San Martino di Napoli. Se siete pronti a vedere questo luogo di interesse culturale sotto una luce un po’ diversa, allacciate le cinture e preparatevi a un viaggio nel mio mondo di sarcasmo.

Il Museo di San Martino è come una vecchia zia che ti ospita a casa sua. Non importa quanti anni passino, lei non cambia mai, e ti accoglie sempre con la stessa vecchia routine. L’unica differenza è che la zia potrebbe offrirti un bicchiere di limonata, mentre il museo ti offre un sacco di vecchi oggetti e manufatti storici.

Il museo è stato costruito su un’antica certosa, e si può dire che la storia è in ogni angolo. Come un cacciatore di tesori, ogni stanza offre un’esperienza di scoperta. Ci sono statue, affreschi, manufatti antichi e opere d’arte in abbondanza. Ma alla fine, sembra che tutto si fonda insieme come una grande zuppa di cultura, e non si sa più dove inizia una cosa e dove finisce l’altra.

Le opere d’arte nel museo sono come i fratelli e le sorelle della vecchia zia: tutti diversi, ma legati dallo stesso sangue. C’è il dipinto di San Martino che divide il suo mantello con un povero uomo bisognoso, e poi c’è la scultura della Madonna che sembra più preoccupata della nostra vita terrena che dell’aldilà. Ognuno di questi tesori ha una storia da raccontare, ma è difficile capire quale sia la trama principale.

In un certo senso, il museo è come un labirinto di storie, e ci si può perdere facilmente. Ci sono molte sale e corridoi che sembrano tutti uguali, e potrebbe essere difficile capire dove si è già stati e dove si vuole andare. Ma non preoccupatevi, c’è sempre un custode che può darvi indicazioni. E magari potreste chiedergli anche di farvi vedere qualche “tesoro nascosto”, come la tomba di San Gennaro o le preziose ceramiche di Capodimonte.

In generale, il Museo di San Martino sembra un po’ fuori moda. Ma forse è proprio questo il suo fascino. Non si tratta di un luogo che cerca di essere moderno e alla moda, ma di una sorta di capsule del tempo che ci ricorda come erano le cose un tempo. Come una macchina del tempo, il museo ci porta indietro nel tempo, e ci mostra una Napoli che potrebbe sembrare molto diversa da quella che conosciamo oggi.

In definitiva, il Museo di San Martino è un luogo che vale la pena visitare almeno una volta nella vita. Potrebbe non essere il più moderno o il più alla moda, ma è ricco di storia e di cultura. Se amate le vecchie storie e le antiche leggende, se siete alla ricerca di un luogo dove perdervi e lasciarvi trasportare in un’altra epoca, allora questo è il posto giusto per voi. E se avete bisogno di indicazioni,non esitate a chiedere al personale, che vi guiderà attraverso i corridoi come se fossero vostri cugini di famiglia.

Tuttavia, ci sono alcune cose che potrebbero non piacervi del museo. Ad esempio, potrebbe essere un po’ polveroso, come la soffitta della vostra nonna. Alcune opere d’arte potrebbero sembrare un po’ datate, come i vestiti che la zia teneva nell’armadio da quando era giovane. Ma come la vostra famiglia, questi tesori sono preziosi, e vale la pena di guardarli con rispetto e curiosità.

Inoltre, il Museo di San Martino ha una vista mozzafiato sulla città di Napoli. Come una gemma preziosa che si trova sulla cima di una collina, il museo offre una vista panoramica che vi lascerà a bocca aperta. Potrete ammirare la città dal mare, con il Vesuvio sullo sfondo, e immaginare come sarebbe stato vivere in questo luogo secoli fa.

Insomma, il Museo di San Martino è come una zia eccentrica, che potrebbe non essere perfetta, ma che ti offre un’esperienza unica. Ci sono molti tesori da scoprire e molte storie da ascoltare. Se vi piace l’arte, la storia e la cultura, allora questo museo fa al caso vostro. E se non siete ancora convinti, allora pensateci come a una visita dalla zia che non vedete da anni: potrebbe essere un po’ strana, ma vi lascerà con ricordi che dureranno per sempre.

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Arte Cultura Napoli

La mostra di Van Gogh e la stanza segreta presso il Palazzo Fondi di Napoli

A Napoli, in via Medina, risiede il monumentale Palazzo Fondi di Napoli, dove dal 19 Marzo sino al 26 Giugno si terrà la mostra Van Gogh multimedia.

La mostra Van Gogh multimedia è organizzata dalla società Navigare srl, che dopo aver fatto successo in altre città di Italia, arriva finalmente nella città di Napoli stavolta arricchita da opere pregiate di grandi artisti francesi dell’impressionismo.

Le opere esposte provengono direttamente da collezioni private e molte di esse sono di vari artisti francesi tra cui Paul Cèzanne, Henry de Toulouse – Lautrec, Fernand Cormon, Emile Bernard e altri.

Tutte opere originali che il visitatore potrà osservare all’interno della Stanza Segreta.

Il pilastro fondante di questa mostra è quello di uno degli artisti europei più conosciuti di sempre, seppur post – impressionismo, ossia Van Gogh.

Autore di oltre 2100 opere d’arte, presentato attraverso una mostra multimediale ricca di contributi e ricca di ritratti, autoritratti, paesaggi con nature morte e altrettanti che rappresentano paesaggi originali con la massima fedeltà possibile, tutto a cura di Giovanna Strano e Mario Rosso.

Inoltre, è presente un fattore innovativo per lo spettatore, ovvero la multimedialità con cui l’osservatore può approcciarsi alle opere, cercando attraverso la tecnologia di esaltare quello che Van Gogh cercò di fare già nell’800.

Cercare di andare oltre l’immagine alla ricerca di significati più profondi di stampo esistenzialista.

Con l’esperienza in 3D tramite il VR experience, a cui si può accedere tramite una specifica app scaricabile sul proprio smartphone, la mostra allestisce anche una copia dettagliata degli abiti e degli oggetti usati dall’artista, stessa cosa fatta anche per i luoghi realizzati su tela e diventati iconici, come la stanza da letto di Arles.

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