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San Gennà pienzece tu

Anche le vostre Cantastorie hanno deciso di omaggiare il nostro Santo Patrono Gennaro, meglio conosciuto dai napoletani come Faccia Gialla. Ogni anno si riunisce nella Cattedrale in onore del miracolo della liquefazione del sangue l’intero popolo napoletano, e tra di loro una menzione particolare va alle cosiddette “parenti di San Gennaro”, coloro che pregano cantando la litania in onore del Santo e che spesso, per spronarlo a compiere velocemente il miracolo, lo insultano amorevolmente!!!!

Vogliamo quest’oggi quindi “cantarvi” la litania che recita così: San Gennaro mio protettore, prega a Dio nostro Signore, San Gennaro mio putente, prega a Dio pe tanta gente”.

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La Compagnia dei Bianchi di Giustizia

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La Compagnia dei Bianchi di Giustizia fu una confraternita fondata a Napoli alla metà del 400 dal frate francescano San Giacomo della Marca e assunse questo nome dal saio bianco con cappuccio indossato dai suoi membri.

La missione di questi uomini, inizialmente sia laici che ecclesiastici, era quella di prestare assistenza ai malati incurabili, ai carcerati e soprattutto conforto, nei loro ultimi momenti, ai condannati a morte.

La Compagnia ha accompagnato al patibolo più di 4000 condannati ed ebbe molto da fare soprattutto nel 1799 in seguito alla Rivoluzione Partenopea che determinò, con il ritorno in città di Ferdinando IV, la morte di tutti gli oppositori.

Tra le vittime più famose che vennero scortare al patibolo in Piazza Mercato dai confratelli figura Eleonora Pimentel de Fonseca, redattrice del giornale rivoluzionario “Il Monitore napoletano”.

Organizzata dalla Compagnia, il 2 di Novembre, era la cosiddetta “processione delle ossa”, una sorta di funerale collettivo per le strade della città, dedicato a tutti quei giustiziati che non avevano potuto ricevere conforto dai loro cari negli ultimi momenti di vita. La processione terminava nel cortile degli Incurabili dove aveva sede la Cappella a loro dedicata; all’interno della Sagrestia si possono ammirare i ritratti dei membri più illustri della Compagnia, ma spicca in particolar modo, una statua in cero plastica soprannominata “la Scandalosa”.

È la rappresentazione di una giovane donna dal corpo consumato e devastato dai segni della sifilide; la statua doveva fungere da monito per tutte le prostitute nella speranza che fossero persuase a redimersi.

L’attività della Confraternita dei Bianchi terminò definitivamente nel 1862 anno dell’ultima esecuzione capitale.

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Museo delle Arti Sanitarie

Sull’antica acropoli della città greca di Neapolis si colloca l’Antico Complesso degli incurabili che comprende la bellissima Farmacia Settecentesca, unica in Europa nel suo genere.

L’Ospedale, ancora oggi utilizzato, venne fondato nel 1519 da Maria Lorenza Longo, una nobildonna spagnola affetta da una forma di artrite che le impediva di utilizzare mani e piedi; la donna, in seguito ad una momentanea guarigione, aveva fatto voto di costruire un Ospedale in cui accogliere tutti quei malati considerati Incurabili, specie coloro che erano affetti da sifilide, e quindi abbandonati dalla società.

Alcune sale dell’antico ospedale sono state adibite a Museo delle Arti Sanitarie e custodiscono, tra l’altro, antiche strumentazioni mediche, come la prima mascherina utilizzata per l’anestesia ed il primo biberon in vetro.

Si conserva inoltre un bellissimo Presepe in cui le statuine in terracotta rappresentano uomini affetti da diverse malattie, come la peste che imperversò a Napoli nel 1656.

All’interno della Farmacia invece si possono ammirare gli originali arredi in radica di noce al cui interno sono custoditi più di 400 vasi policromi di diverse dimensioni realizzati dalla bottega della famiglia Massa, gli stessi autori delle maioliche che decorano il Chiostro di Santa Chiara.

La volta della sala di rappresentanza è decorata con una grande tela raffigurante un episodio della Guerra di Troia che pone l’attenzione su di un personaggio in particolare: Macaone, un esperto in medicina che guarì Achille.

Nei quattro angoli del soffitto, ritratti di scienziati e medici, tra cui figura Alessandro Volta, studioso dell’elettricità utilizzata per curare malattie all’interno di questo ospedale già da metà 700.

Le Vostre Cantastorie per un giorno[/et_pb_text][/et_pb_column]
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