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Cantastorie Cultura

Va’ a vasà ‘o pesce ‘e San Rafele

Un antico detto napoletano recita “Va’ a vasà ‘o pesce ‘e San Rafele”.

La storia narra che il giovane Tobia era partito per riscuotere un debito per conto del papà Tobiolo, ormai divenuto cieco
durante il viaggio il giovane fu accompagnato dall’arcangelo SAN RAFFAELE che lo aiutò a catturare un grosso pesce, il cui fiele sarebbe servito a curare la malattia del padre.

Ma fece anche in modo di far incontrare a Tobia la sua futura moglie, Sara.

San Raffaele viene spesso raffigurato con un pesce accanto ai sui piedi ed è così che possiamo ammirarlo anche in una statua nella chiesa a lui dedicata nel rione Materdei

È usanza per le giovani donne del quartiere, che vogliono trovare un compagno, fare vista al santo nel giorno della sua ricorrenza, il 24 ottobre, e baciarne il pesce…

Si narra che anche la prima moglie del re Vittorio Emanuele II abbia fatto ricorso a questo rituale.

Per tenervi compagnia… Le vostre Cantastorie per un giorno

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Cantastorie Cultura

L’elefante indiano di Carlo III di Borbone

Il regno di Carlo III, il primo della dinastia Borbonica, fu talmente grande da accogliere a Napoli addirittura un elefante indiano.

L’animale fu donato al sovrano nel novembre del 1742 dal sultano ottomano Mehmet V quando la corte turca venne in visita in città per stabilire accordi relativi alle rotte commerciali.

L’elefante indiano fu immediatamente portato nello zoo privato del sovrano nella Reggia di Portici dove visse in compagnia di altri animali esotici.

Il pachiderma destò subito lo stupore e la curiosità della corte e del popolo napoletano, tanto che gli fu affidata una guardia del corpo che divenne in breve tempo una celebrità!

L’anno successivo l’elefante debuttò anche come attore al Teatro San Carlo di Napoli nell’opera “Alessandro nelle Indie” e riscosse così tanto successo che le persone addirittura corrompevano le guardie del re pur di poterlo ammirare per pochi istanti.

Dopo 14 anni, a causa di una errata alimentazione, purtroppo l’elefante indiano morì e i suoi resti furono esposti nel Real Museo Borbonico ma la sua fama perdurò fino agli inizi dell’800, tant’è che le zanne furono trafugate e parte della pelle utilizzata per confezionare le calzature!

Oggi l’elefante riposa nel Museo Zoologico appartenente all’università Federico II.

Per tenervi compagnia… le vostre Cantastorie per un giorno!!!

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Monumenti Vicoli

Monastero di Santa Chiara e la chiesa di Santa Marta

Non lontano dal celebre Monastero di Santa Chiara si trova questa piccola chiesa conosciuta con il nome di Santa Marta.

Margherita di Durazzo, moglie del re Carlo III d’Angiò e madre di Ladislao, nel XV secolo, promosse la costruzione di una chiesa da dedicare a Santa Marta, appunto, a cui aveva fatto voto.

Marta, infatti, era particolarmente venerata in Provenza, terra natale della sovrana, dove secondo la legenda era giunta miracolosamente su di una barca senza timone ed aveva compiuto vari prodigi.

Durante la famosa rivolta di Masaniello del 1647, la chiesa fu data alle fiamme poiché divenuta roccaforte dei ribelli che rimasero uccisi al suo interno, come ci racconta anche Benedetto Croce.

I corpi dei rivoltosi giacciono ancora all’interno della chiesa: nel suo ipogeo sono conservati numerosi teschi che portano i segni della violenza inflitta dai soldati delle truppe spagnole.

Da qualche anno all’interno della chiesa vi è una mostra permanente di arte presepiale che ogni anno si arricchisce di pezzi nuovi: si possono ammirare pastori frutto della maestria degli artigiani locali che ancora oggi realizzano le statuine con la stessa tecnica del passato…

Per tenervi compagnia… le vostre Cantastorie per un giorno!!!

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Napoli Notizie

COVID-19, Emergenza contagi familiari

Con un comunicato ufficiale sui suoi mezzi di comunicazione, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha diffuso il drammatico aggiornamento relativo al dilagarsi in Campania, del contagio del COVID-19.

Quello che viene fuori dal monitoraggio quotidiano del contagio, è l’eccessivo diffondersi del coronavirus nei gruppi familiari.

Nel comunicato si legge: “Il monitoraggio quotidiano dei casi di contagio in Campania, fa rilevare la presenza di interi gruppi familiari positivi. La situazione è preoccupante in alcune realtà della provincia di Napoli, dove nei giorni scorsi si sono registrati comportamenti poco responsabili da parte di gruppi di cittadini.

Si registrano 61 casi a Casoria; 58 a Giugliano; 52 a Pozzuoli; 52 a Marano; 49 ad Afragola; 36 a Frattamaggiore e Frattaminore (10), per un totale di 308 contagi.

L’Asl Napoli 2 è impegnata in un lavoro straordinario per ricostruire la catena di rapporti avuti dai contagiati, ed evitare la diffusione dell’epidemia. Ma è necessario avere comportamenti rigorosi, e non i rilassamenti che in quei territori si sono registrati, con centinaia di persone in mezzo alle strade. Invito le Forze dell’ordine, le unità dell’Esercito, le Polizie municipali a sviluppare il più rigoroso controllo per contrastare atteggiamenti scorretti.

L’Asl Napoli 1 è impegnata a contenere, con i necessari controlli territoriali, un focolaio di contagio che è emerso nella città di Napoli, nell’area del Vomero. È urgente anche qui, ampliare e rendere rigorosi i controlli.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che i comportamenti scorretti offendono e danneggiano la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole con grande spirito di sacrificio. Così come dovrebbe essere chiaro che più si è responsabili, prima finisce questa emergenza. È evidente che il permanere di situazioni di rischio renderebbe inevitabili misure territoriali di quarantena ancora più pesanti.”

Il timore è che queste vacanze pasquali, possano aver aumentato esponenzialmente questo particolare diffondersi del contagio soprattutto a causa dei troppi raduni di nuclei familiari nei giorni di festa che tradizionalmente vede raccogliersi intere famiglie per festeggiare insieme la Pasqua e il lunedì dell’Angelo.

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Cantastorie Vicoli

Santa Maria Francesca – Quartieri spagnoli

Santa Maria Francesca nasce nei Quartieri Spagnoli e sin da bambina viene chiamata la “SANTARELLA”…
sia per la sua grande devozione sia per la pazienza nell’accettare i continui maltrattamenti subiti in famiglia.

In vico Tre re a Toledo (quartieri spagnoli) si trova una piccola chiesa santuario, ricavata vicino alla casa in cui era vissuta la santa…

Ben presto questo luogo è diventato meta di pellegrinaggi: all’interno è custodita una sedia ritenuta miracolosa dai fedeli, la stessa sedia che Santa Maria Francesca utilizzava per riposare e per trovare sollievo nei momenti in cui diceva di avvertire i dolori della Passione.

Tutti coloro che vogliono ricevere una grazia dalla santa accorrono a sedersi sulla sedia e rivolgono a lei una preghiera, in particolar modo le donne sterili che desiderano ardentemente avere un bambino!!!

Le pareti del santuario, infatti, sono tappezzate di ex-voto in argento e centinaia di fiocchi nascita.

Per tenervi compagnia…

Le vostre Cantastorie per un giorno!!

Fonte: Cantastorie

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Cantastorie Vicoli

La Pudicizia – Dono a Napoli di Francisco Bosoletti

Gli intricati vicoli di Napoli sono la location ideale per le opere di numerosi street artist, che da ogni parte del mondo contribuiscono a colorare le strade della città.

È il caso dell’argentino Francisco Bosoletti che ha donato a Napoli diverse opere, tutte eseguite con la tecnica del negativo, il suo marchio di fabbrica!!

La Pudicizia è la nostra preferita!! Collocata in uno dei luoghi più folkloristici della città, i Quartieri Spagnoli, questo magnifico murales ricopre per intero la facciata di un palazzo ed è ispirata ad uno dei capolavori della Cappella San Severo, una donna ricoperta solo da un leggero velo.

L’opera di Bosoletti dona allo spettatore una duplice emozione, quella di ammirarla ad occhio nudo o inquadrarla con uno speciale filtro che ne restituisce un’immagine in negativo, ricca di particolari.

Ma la Pudicizia è in buona compagnia… venite a scoprirlo con noi!!!

Le vostre Cantastorie per un giorno!!!

Fonte: Cantastorie

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Cantastorie Vicoli

Sciuscià – Il Cantastorie e l’arte di arrangiarsi

Ben conosciuta in tutto il mondo è “l’arte di arrangiarsi” insita in tutti i napoletani, dotati di fantasia e capacità di inventare nuovi mestieri… È questo il caso dello sciuscià

Alla fine dell’800 la nascente borghesia napoletana era solita fare lunghe passeggiate sulla via che da Palazzo Reale conduceva verso il centro della città, la famosa Via Toledo… per poi riunirsi all’interno della nuova GALLERIA UMBERTO I:

Nata per esaltare il progresso e le nuove scoperte scientifiche, fu costruita dall’ingegner Emanuele Rocco e prevedeva quattro bracci collegati al centro da una cupola ottagonale e una copertura in ferro e vetro.

La Galleria fu anche sede del primo Cafè Chantant d’Italia, il SALONE MARGHERITA, dove si esibivano le ballerine di can-can su esempio della Francia.

Il continuo via vai di uomini illustri e ben vestiti stuzzicò il proverbiale ingegno dei napoletani che, armati di sgabello, spazzole e lucido, iniziarono a lustrare le scarpe degli avventori.

Ma da dove deriva il termine sciuscià???

Durante il secondo conflitto mondiale giovani scugnizzi, pur di guadagnare qualche spicciolo, iniziarono a lucidare le scarpe ai numerosi soldati statunitensi presenti in città… e il gioco è fatto!!!

Ascoltare continuamente le parole inglesi SHOE SHINE diede vita ad una traduzione napoletanizzata!!!

Questo e tanto altro per tenervi compagnia… le vostre Cantastorie per un giorno!!!

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Napoli Persone Salute

Dieta per rafforzare il sistema immunitario

Ero il primo. Mascherina e guanti, ero il primo ad aspettare che aprisse il supermercato vicino casa. Era una bellissima giornata di sole e mi sentivo carico di energia.

Sono sempre stato mattiniero. Per questo apro sempre lo studio alle 07:00. Si dice che “le prime ore di luce ispirano l’anima a rinascere in un raggio di bellezza”. Quella mattina era diversa. Lo scenario per le vie del paese era surreale con l’entrata in vigore dell’ultimo DPCM datato 22 marzo.

Avevo una sensazione stranissima. Mi sentivo come un ibrido tra un chirurgo e un bandito, alla sua prima operazione, al suo primo assalto al portavalori. Proteggevo gelosamente il primato con sguardi e gesti e nel frattempo eravamo già in dieci in fila anti Coronavirus – non indiana, ma alla napoletana, a ventaglio. Si entra e ci accalchiamo in tre. Io, un vecchietto con la mascherina sopra gli occhi ancora incredulo del secondo posto e una signora gonfiata in un cappotto strettissimo.

Eseguo il mio classico giro, gli scaffali sono vuoti, la disposizione della merce è irrazionale e le bustine della frutta e verdura che non si separano l’una dall’altra, mai. Corro alla cassa e noto la fierezza della donnona che mi precede, con un carrello straripante di bibite gassate, patatine, snack salatissimi, farina, lieviti, brioscine, merendine e salami. Penso, ma non lo dico: “signora deve stare in isolamento o deve organizzare la pasquetta?”.

Siamo davvero sicuri che la quarantena forzata sia il periodo migliore per le abbuffate incontrollate di cibo? Ci stiamo tutti preparando al casting per la “diciannovesima” edizione di MasterChef?

Una dieta ricca di zuccheri, grassi saturi, additivi, tossine, causa malattie cardiovascolari, sovrappeso/obesità, dislipidemia, ipertensione, diabete di tipo 2, osteoporosi e carie dentali. Possiamo recarci al pronto soccorso per una crisi ipertensiva? Si, ma di questi tempi meglio evitare. “Il cibo che mangiamo può essere o la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno”. Ann Wigmore lo scrisse nel 1983 anticipando il concetto di nutraceutico, un alimento che fornisce benefici per la salute, compresa la prevenzione e / o il trattamento di una malattia”.

In pratica, se il Covid19 ci tiene chiusi in casa, cambia anche il nostro fabbisogno energetico. Si Mangia di più e si brucia di meno. Bisogna invertire questa tendenza. Il sistema immunitario è complesso e altamente reattivo al mondo che ci circonda, quindi non sorprende che molti fattori influenzino la sua funzione. Ciò che è importante sapere è che la maggior parte di questi fattori non sono codificati nei nostri geni ma sono influenzati dallo stile di vita e dal mondo che ci circonda. Fondamentalmente, se il tuo corpo è un castello, il tuo sistema immunitario è il muro che lo protegge.

Gli anziani e le persone che presentano patologie croniche non devono mangiare di più, ma piuttosto meglio. Detto questo, non possiamo rafforzare le difese del “castello” dall’oggi al domani, ma possiamo iniziare da una spesa consapevole e prediligere metodi di cottura che non alterano le vitamine e sali minerali come quello a vapore o attraverso dispositivi idonei come l’I-Chef.

Il primo passo per avere un sistema immunitario forte è mantenere in equilibrio l’intestino (condizione di eubiosi). Il microbiota umano (informalmente detta flora intestinale) viene chiamato organo invisibile immunocompetente per la sua straordinaria capacità di partecipare alla profilassi dalle infezioni batteriche e virali come il Sars-Cov-2.

Un intestino sano dipende dal tipo di cibo che mangiamo, quindi assicuriamoci di consumare cibi probiotici come lo yogurt, il kefir, i i cavoli acidi, il tempeh e cibi prebiotici come cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi. Al contrario una dieta ricca di proteine animale e prodotti raffinati come farina bianca, zucchero, merendine, salumi, pizza, casatielli, dolci etc., genera una forte disbiosi intestinale causando danni infiammatori sistemici e favorendo l’ingresso di patogeni.

Esiste quindi una relazione bidirezionale tra nutrizione, microbiota e immunità: i cambiamenti in un componente, influenza gli altri. Scegliere alimenti che supportano un microbioma intestinale sano è molto più importante della scorta di carta igienica o di amuchina.

Molti micronutrienti sono essenziali per l’immunocompetenza, in particolare le vitamine A, C, D, E, B2, B6 e B12, acido folico, ferro, selenio e zinco. Le carenze di questi elementi rappresentano un problema di salute pubblica globale, riconosciuto.

Diversi studi hanno dimostrato che assunzioni dietetiche di vitamina C (cioè, 100-200 mg / die) siano in grado di prevenire e curare le infezioni respiratorie e sistemiche. A parità di ingestione, sicuramente i limoni (agrumi in genere, arance, mandarini, pompelmi) contengono forti antiossidanti come i flavonoidi e sono tra i più ricchi di Vitamina C.

Tra gli alimenti che contengono acido ascorbico, ricordiamo l’introvabile acerola, i kiwi, l’ananas, le fragole, ed alcune verdure di stagione come lattuga, spinaci, i nostrani friarielli e le famosissime crucifere (cavolo, verza, broccoli e rucola). Come spezie l’erba cipollina, il coriandolo, prezzemolo e il peperoncino.

Sua maestà Mister Evo, (olio extravergine di oliva) è una fonte naturale di vitamina E, un potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento. Per questa sua proprietà è considerata la vitamina della bellezza. Il fabbisogno giornaliero di vitamina E si aggira attorno agli 8-10 mg ed è presente in apprezzabili quantità anche in nocciole, noci, arachidi, pinoli, nell’avocado e nel kiwi.

Il modo migliore per evitare carenze di vitamina D è esporsi regolarmente alla luce del sole. Basterebbe circa un’ora di fotosintesi fuori al balcone di casa, (nelle ore centrali della giornata con il 25% del corpo esposto). Del resto, è davvero arrivata l’ora più buia, per il sostanziale lockdown dell’Italia fino al tre aprile. Le maggiori fonti alimentari di vitamina D provengono dal pesce e dagli oli in esso contenuti, dalle uova, ma anche dai latti vegetali.

La vitamina A è anche chiamata vitamina “anti-infettiva” e potrebbe divenire un’opzione promettente per il trattamento di questo nuovo coronavirus ed in genere per la prevenzione di infezioni polmonari.

I carotenoidi (collegati alla Vitamina A) sono i colori naturali che vediamo negli alimenti vegetali come il rosso dei pomodori, il giallo della zucca, l’arancio delle carote; essi sono in grado di rivestire un ruolo importante nei processi infiammatori inibendo le lipoossigenasi. Il retinolo è maggiormente presente negli alimenti di origine animale, soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato di bovino, ma anche nelle nell’ovomaltina e nelle albicocche disidratate.

Per assicurarsi un apporto sufficiente di tutte le vitamine del gruppo B è consigliato seguire una dieta mediterranea che includa sia alimenti di origine vegetale (in particolare amaranto, farro, grano saraceno, segale)  sia alimenti di origine animale (pesce azzurro, carni bovine e suine).

La carenza di vitamine del gruppo B può indebolire la risposta immunitaria dell’ospite, pertanto anche le vitamine del gruppo B potrebbero essere scelte per rafforzare le difese immunitarie.

Spesso dimenticati, i funghi, sono “magici” per rafforzare le difese naturali dell’organismo, del resto una moderna branca della fitoterapia è costituita proprio dalla Micoterapia. I funghi non solo sono perfetti alleati per una dieta dimagrante, ma contengono anche potenti antiossidanti come glutatione e selenio che aiutano a ridurre lo stress ossidativo nel corpo, che a sua volta ha un impatto positivo sul sistema immunitario.

In Pandemia, dobbiamo diventare la “versione migliore di noi stessi” e per realizzarlo dobbiamo mangiare colorato. Cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura di colore diverso perché variandoli si potranno coprire tutti i fabbisogni dell’organismo. L’aglio e la cipolla sono oro bianco per la salute.

Entrambi hanno un componente antivirale e antibatterica che ci protegge dalle infezioni. L’allicina è un ottimo antibiotico naturale, che non attacca la flora batterica endogena, ma la ripristina.  Non sarà la star di un film romantico, ma mezzo spicchio d’aglio al giorno toglie il virus di torno.

Un altro superfood che possiamo assaporare durante la “clausura” è il grano saraceno. Oltre ad essere privo di glutine ha una composizione unica di aminoacidi che gli conferisce straordinarie attività biologiche. Questo pseudocereale è anche ricco di trans resveratrolo, un polifenolo naturale, ad effetto antivirale e antiage. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi sull’uomo per migliorare la sua biodisponibilità al fine di rendere questa sostanza una strategia terapeutica.

Gli ultimi alimenti che si tuffano nel carrello della spesa pro-immune sono i semi di sesamo, lino e zucca. Sono degli ottimi integratori naturali (10 gr al giorno) rispettivamente ricchi di zinco, omega 3 e magnesio.

Quindi non disperiamo se nei supermercati della Campania non si trova più il lievito di birra. I benefici per la salute di un acquisto intelligente, a medio e lungo termine, sono generalmente invisibili per il consumatore medio. Siamo tutti vittime del marketing del cibo spazzatura. Le multinazionali del junk food non solo distruggono il territorio, ma hanno il potere di riportare “indicato per bambini”, alimenti imbottiti di grassi e zuccheri raffinati.

Non dobbiamo essere contagiati dalle fake news. Su i maggiori social network assistiamo ad una serie di consigli sulla salute, che vanno da inutili, ma relativamente innocui a decisamente pericolosi. Non esiste un alimento o un integratore miracoloso che cura o previene il contagio da coronavirus.

Non esistono ricerche scientifiche a sostegno dell’affermazione secondo cui l’assunzione di dosi elevate di vitamina C potrebbe aiutare a curare il coronavirus e comunque nessun supplemento potrà mai compensare uno squilibrio nutrizionale di fondo. Esistono sostanze che forniscono protezione contro le malattie e cibi peggiorativi con bassissimo valore nutrizionale.

Non solo alimenti. Dormire poco ed essere stressati ci rende più vulnerabili a infezioni, virus e malattie perché un eccesso di cortisolo può sopprimere l’efficacia del nostro sistema immunitario. Al contrario ascoltare musica, ballare, sorridere, fare movimento e l’amore producono dopamina, ossitocina, endorfina e testosterone che sono gli ormoni del benessere.

Non sappiamo ancora quanto sarà diffusa e mortale la malattia nei prossimi mesi o quanto durerà la pandemia, ma dobbiamo restare lucidi, sani e ottimisti. Ciò che sicuramente abbiamo è una pandemia di paura. Il panico genera altro panico ed è solo controproducente per noi stessi e per le persone che ci circondano. Come sosteneva Oliver Wolf Sacks: “gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia”.

Facciamo la nostra parte per impedire la diffusione del virus restando a casa, ma non pigri e depressi ad abboffarci di schifezze. In tempi di quaresima e quarantena abbiamo stretto un patto con il diavolo; mi salvo dal coronavirus, ma mi vendo l’anima ai carboidrati. Forza che questo brutto periodo sicuramente passerà. “Andrà tutto bene alla fine, e se non andrà bene non sarà la fine “. John Lennon aveva capito tutto.

Dr. Gennaro Varriale

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Gusti e Sapori Napoli

Proposta vini 2020 – Hotel Oriente Napoli

Imperdibile appuntamento annuale a Napoli per la degustazione dei vini del catalogo 2020 di Proposta Vini. Novità di quest’anno anche lo spazio Spirits, con proposta di distillati e superalcolici.

Molti operatori del settore e appassionati hanno affollato le sale dell’Hotel Oriente incuranti della psicosi da Coronavirus. Ho avuto modo di saggiare molti prodotti con la necessaria calma e attenzione, ma vista l’ampiezza del catalogo ho scelto quelli che non conoscevo ancora o che non provavo da tempo. Riporto qualche breve impressione degli assaggi:

Pravis – Arele 2006. Un bellissimo vino dolce da uve Nosiola, dapprima appassite sulle Arele quindi pressate intorno a Pasqua, che dopo una lunga lavorazione e affinamento diventano un vin santo dalla piacevolissima e fresca beva.

Corte dei Venti – I vini di Clara sono schietti come il suo sorriso e vitali come il suo carattere. Il sangiovese è sempre pienamente riconoscibile e stretto al territorio. Dal Rosso al Brunello è sempre una passeggiata tra i filari di viti aggrappate ai sassi e alla terra rossa del Montalcino.

La Sibilla – Domus Giulii 2011. I vini della famiglia Di Meo sono fortemente rappresentativi di quel nuovo corso che alcuni produttori visionari dei Campi Flegrei hanno intrapreso circa 10 anni fa. Questa sorprendente falanghina può essere presa ad esempio per testimoniare la svolta qualitativa e lo sforzo produttivo compiuto da pochi pazzi. Dopo quasi dieci anni, colore dorato vivo, naso di zolfo e iodio e sorso fresco di acqua marina…

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Napoli

Bollo auto Regione Campania

La Giunta Regionale, con delibera dello scorso 15 gennaio, ha definito le modalità di attuazione della domiciliazione bancaria della tassa automobilistica, che consentono la riduzione del 10% dell’importo dovuto a favore dei contribuenti che aderiranno a tale modalità di pagamento a far data dal 1 gennaio 2020.

I contribuenti che attiveranno la domiciliazione bancaria beneficeranno della riduzione del 10% per i periodi tributari decorrenti dal 1 gennaio 2020 se la richiesta perverrà entro il termine ultimo del 31 maggio 2020.

http://www.regione.campania.it/regione/it/news/regione-informa/bollo-auto-la-regione-vara-la-domiciliazione-bancaria